Mentre scrivo queste righe, ammetto di avere io stesso un po' di difficoltà a crederci. Eppure, dopo diversi mesi di ricerca e sviluppo su un progetto incredibile, è finalmente possibile parlarvi di un cuscino che non avremmo mai immaginato di progettare e realizzare, nemmeno nei nostri sogni più sfrenati: un cuscino cervicale commissionato dall'ESA (Agenzia Spaziale Europea) per la prossima missione spaziale dello spazionauta francese più impegnato nella sensibilizzazione ai problemi ambientali: Thomas Pesquet.
Vi racconto questa incredibile avventura iniziata quasi 2 anni fa.
UNA CHIAMATA IMPROBABILE
Martedì 24 ottobre 2023, verso le 16:00, ricevo una chiamata da Sarah Hampton che si presenta come ingegnere dei Sistemi di Supporto alla Vita Spaziale presso l'ESA. Naturalmente, la mia prima reazione è dirle che probabilmente ha sbagliato numero, ma lei mi smentisce immediatamente indicandomi di aver identificato la nostra azienda come potenziale partner per un progetto molto specifico: lo sviluppo di un cuscino per la testa che sarà utilizzato da Thomas Pesquet durante la sua prossima missione nello spazio.
Per chiarire la richiesta, e sentendo senza dubbio che sono un po' sorpreso, precisa che questo progetto si inserisce nel percorso di miglioramento delle condizioni degli spazionauti durante i lanci e i viaggi spaziali. Precisa inoltre che, in seguito alle due missioni di successo di Thomas Pesquet (Proxima nel 2016 e Alpha nel 2021), è stato lui stesso a dare il via a questa specifica richiesta volta a migliorare notevolmente il comfort delle cervicali, che sono naturalmente messe a dura prova durante le missioni.

© ESA - Thomas Pesquet
CONSULENZA E UFFICIO PROGETTAZIONE
Sebbene sorpreso, accetto molto velocemente l'invito che ci propone per presentarci il progetto in modo più dettagliato la settimana successiva in videoconferenza, dato che lei stessa ha sede presso il Centro europeo di ricerca e tecnologia spaziale (ESTEC) a Noordwijk, nei Paesi Bassi.
Dopo una rapida presentazione del contesto, Sarah Hampton ci spiega che desidera affidarci la progettazione di questo cuscino e che avremo il doppio ruolo di ufficio progettazione e produttore. Tuttavia, ci avverte immediatamente su un elemento determinante affinché il progetto possa concretizzarsi: la riservatezza. Non dovremo assolutamente rivelare nulla di questo progetto prima di avere il via libera dell'ESA (ovvero tra diversi mesi). Accettiamo naturalmente questa condizione e firmiamo una clausola di riservatezza particolarmente corposa (62 pagine!).
Subito dopo, Sarah Hampton si prende il tempo di presentarci il capitolato d'oneri, specificando che desidererebbe che la nostra base di lavoro fosse il nostro cuscino 2 in 1 - ELLIPSE. Illustra quindi il capitolato, molto dettagliato, contenente vincoli che finora non avevamo mai preso in considerazione nelle nostre creazioni:
- Adattamento all'assenza di gravità: Il cuscino deve fornire un supporto adeguato in un ambiente in cui il corpo non riposa nello stesso modo che sulla Terra.
- Ergonomia: Deve adattarsi alla morfologia dell'astronauta e alle posizioni che assume nello spazio. Bisogna tenere conto anche dell'allungamento relativo del corpo nello spazio e, più precisamente, della distanza leggermente maggiore tra le cervicali dovuta all'allungamento della colonna vertebrale.
- Riduzione dei punti di pressione: È essenziale ridurre al minimo i punti di pressione per evitare dolori e fastidi, in particolare durante le fasi di decollo e atterraggio o durante lunghi soggiorni in orbita.
- Materiali leggeri e resistenti: Il peso è un fattore cruciale nelle missioni spaziali e i materiali devono resistere a condizioni estreme (variazioni di temperatura, radiazioni).
- Facilità di pulizia: L'igiene è fondamentale in una navetta o nella ISS, quindi il cuscino deve essere facile da pulire e disinfettare.
- Materiali ignifughi: La sicurezza è fondamentale; i materiali devono essere ignifughi.
Man mano che la presentazione procede, intuiamo che questo progetto sarà particolarmente tecnico e che rappresenta una vera sfida. Ma l'innovazione fa parte del DNA di Cosy Club ed è una straordinaria opportunità per spingere ancora più in là la nostra creatività. È anche un'occasione per mettere a frutto la nostra competenza per progettare un cuscino eccezionale sotto diversi aspetti.
© ESA - Spazionauta a riposo nella ISS
15 mesi di R&S
Sarebbe noioso entrare qui nel dettaglio di tutte le fasi di creazione del cuscino e delle decine di scambi che abbiamo avuto con Sarah nel corso dei mesi.
Siamo passati attraverso tutte le fasi possibili nel corso di un progetto così originale e specifico come questo: la gioia di riuscire a trovare il design perfetto, lo scoraggiamento quando è stato necessario reperire materiali di una rarità assoluta o ancora la gioia quando abbiamo potuto realizzare i primi test con Thomas Pesquet in persona!
Tuttavia, siamo molto orgogliosi di presentarvi qui il cuscino che abbiamo progettato e realizzato nel nostro laboratorio dopo 15 mesi di R&S.

© Petits Cadors - Cuscino da viaggio nello spazio
Conformemente alla richiesta iniziale, il cuscino finale si ispira al nostro best-seller ELLIPSE, un cuscino 2 in 1 che unisce un cuscino cervicale e una fascia che funge da mascherina per schermare la luce. A parte un design su misura, totalmente adattato alla morfologia di Thomas Pesquet (l'ESA ci ha fornito un file 3D del busto di quest'ultimo per poter regolare la nostra sagoma al millimetro), la differenza significativa risiede essenzialmente nella scelta dei materiali.

© Petits Cadors - Cuscino da viaggio nello spazio
Dopo lunghe ricerche, abbiamo scelto per il cuscino un poliimmide (famiglia dei polimeri) solitamente utilizzato per l'isolamento termico ed elettrico grazie alla sua resistenza alle temperature estreme e alle radiazioni. Viene utilizzato anche per realizzare coperte termiche, il che ricorda, come i nostri cuscini, il mondo della biancheria da letto.
Questa scelta è stata rafforzata anche da altre due qualità: leggerezza e proprietà ignifughe. Due elementi che erano fondamentali nel capitolato.
Un altro dettaglio tecnico: questo cuscino è stato interamente assemblato con un filo in Kevlar, una fibra sintetica molto resistente al calore e agli urti.
Tutte queste caratteristiche ci hanno permesso di creare un cuscino spaziale ideale che combina comfort, durata, sicurezza e adattabilità, tenendo conto dei vincoli specifici dell'ambiente spaziale.

© Petits Cadors - Test del cuscino presso il MEDES
Prova e test convalidati
Mercoledì 8 gennaio 2025, avevamo appuntamento per assistere all'ultimo test previsto nel programma del nostro progetto, presso il MEDES (Istituto di medicina e fisiologia spaziale) a Tolosa, dove Thomas Pesquet è stato equipaggiato con il nostro cuscino durante un addestramento in ambiente simulato. Il test definitivo, e quello per il quale avevamo più timore, era quello della centrifuga, il massiccio macchinario progettato per simulare le forze di accelerazione (forze G) che gli astronauti subiscono durante il decollo e il rientro atmosferico.
Mentre la centrifuga gira, anche le nostre teste girano vorticosamente e le idee si affollano: “E se avessimo dimenticato qualcosa?” “E se i materiali non resistessero?” “E se Thomas Pesquet trovasse il supporto troppo debole?”
La rotazione ci sembra senza fine. Siamo impazienti di ritrovarlo.
Infine, la centrifuga frena lentamente e poi si immobilizza. Appena uscito dall'apparecchio, arriva il verdetto: “Fantastico!” esclama Thomas Pesquet - “Non ho mai letto un pesce d'aprile così grande!”
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